Ti è mai capitato di provare una forte emozione, travolgente e persistente, legata a un ricordo d’infanzia come se quel momento stesse accadendo proprio ora? Hai mai provato, nello stesso istante, una profonda rabbia e contemporaneamente un altrettanto profondo amore verso la stessa persona?

Se la tua risposta è si, hai sperimentato in prima persona le due leggi fondamentali della pelle psichica: il nostro inconscio.

Il tempo dell’umano, quello fatto dai minuti e secondi scanditi dalla lancetta dell’orologio, con la sua presunta linearità non appartiene, infatti, all’inconscio.

L’inconscio, infatti, non segue le leggi del tempo e dello spazio umani ma -come ci ricorda Freud- è alogico e atemporale.

Cosa significa?

Atemporalità: il passato è un eterno presente.

Se quindi nel mondo fisico, il tempo segue questo schema che vuole incanalarlo in una linearità fatta di passato (scritto), presente (da vivere) e futuro (incerto), nel mondo inconscio tutto questo non accade

“L’inconscio torna sempre prepotentemente alla ribalta”

Spesso ci si “nasconde” in un evento o un trauma accaduto durante l’infanzia. Quanto detto non è un giudizio ma un riportare quello che spesso i pazienti riferiscono. Traumi, eventi accaduti nell’infanzia non sono uno scudo o una scusante ma eventi ancora vivi. Per l’inconscio, infatti, quel bambino non è “andato via”; è ancora lì, e le sue esperienze sono vive e vibranti come se fossero accadute stamattina. Il tempo psichico non quantifica, ma conserva.

Alogicità: oltre il vero o falso.

Siamo abituati a pensare secondo il principio di non-contraddizione: se una cosa è bianca, non può essere nera. Se amo una persona, non dovrei odiarla.

L’inconscio, invece, è alogico. Al suo interno:

  • Non esiste la negazione.
  • Gli opposti possono coesistere senza annullarsi.
  • Odio e amore convivono nella stessa stanza psichica.

Questa caratteristica ci libera dal senso di colpa di provare sentimenti contrastanti. Accettare l’alogicità del nostro profondo significa capire che la psiche umana è complessa, sfaccettata e non sempre “coerente” secondo i canoni della logica formale.

Che rapporto hai con il tuo tempo?

Capire che la nostra mente profonda è atemporale ci aiuta a essere più compassionevoli con noi stessi. Non possiamo semplicemente “dimenticare” il passato perché, tecnicamente, per il nostro inconscio il passato non è ancora finito.

Il segreto non è cercare di forzare la logica o la cronologia dentro l’inconscio, ma imparare ad ascoltare questi messaggi senza tempo per capire come influenzano il nostro presente.

E tu, che rapporto hai con il tuo tempo interiore? Senti che il tuo passato è davvero “passato”, o bussa ancora alla porta del tuo presente?

Dott.ssa Giuseppina Simona Di Maio,
Psicologa Clinica, Albo degli Psicologi della Campania n.9767
Esperta in Disagio giovanile, devianza sociale e comportamenti a rischio,
Esperta in malessere adolescenziale e adolescenza
Psicologa scolastica,
Svolge attività di prevenzione, diagnosi e cura per la persona, i gruppi, gli organismi sociali e la comunità

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