Una poesia nata tra risate e lacrime.
Forse parla anche di noi.

Durante il ricevimento alla residenza del governatore a Madison, sotto la musica e i suoni festosi, a un tratto me ne risuonò nella mente un altro. Più sommesso. Più fragile. Come un singhiozzo trattenuto. E capii che nessuno, lì dentro, conosceva il peso del pianto di quella giovane vedova.

Fu allora che le parole arrivarono.

Presi carta e penna, temendo che potessero svanire e cominciai a scrivere:

Laugh, and the world laughs with you;
Weep, and you weep alone;
For the sad old earth must borrow its mirth,
But has trouble enough of its own.
Sing, and the hills will answer;
Sigh, it is lost on the air;
The echoes bound to a joyful sound,
But shrink from voicing care.

Rejoice, and men will seek you;
Grieve, and they turn and go;
They want full measure of all your pleasure,
But they do not need your woe.
Be glad, and your friends are many;
Be sad, and you lose them all,—
There are none to decline your nectared wine,
But alone you must drink life’s gall.

Feast, and your halls are crowded;
Fast, and the world goes by.
Succeed and give, and it helps you live,
But no man can help you die.
There is room in the halls of pleasure
For a large and lordly train,
But one by one we must all file on
Through the narrow aisles of pain.

Ridi e il mondo riderà con te,
piangi, e piangerai da solo.
Perché il mondo antico e stanco prende a prestito l’allegria
ma ha già troppi problemi per conto suo.
Canta, e le colline risponderanno,
singhiozza, e i gemiti si perderanno nel vento
L’eco ama i suoni gioiosi,
ma non dà voce ai lamenti.

Rallegrati e gli uomini ti cercheranno,
rattristati, e si allontaneranno.
Poiché tutti gradiscono la pienezza della tua felicità,
ma non sanno che farsene del tuo dolore.
Sii felice, e molti ti cercheranno;
sii triste, e si allontaneranno tutti.
Se nessuno rifiuta il tuo vino delizioso,
da solo dovrai bere il fiele della vita.

Fa’ festa, e la tua casa si riempirà,
digiuna, e resterà vuota.
L’esser popolare e generoso ti aiuterà a vivere,
ma nessuno potrà aiutarti a morire.
C’è spazio nelle sale del piacere
per un lungo corteo di persone.
Ma uno per uno dobbiamo sfilare
attraverso gli stretti corridoi del dolore.

Quando sollevai lo sguardo, le risate continuavano a scorrere intorno a me, leggere, inarrestabili.
Ma dentro di me c’era anche altro.
Il ricordo di quel vagone, il vetro, quel riflesso spezzato accanto al mio.
E mi domandai se, da qualche parte, tra le sue lacrime, anche lei avrebbe trovato un giorno la forza di sorridere ancora.

Non per il mondo.
Ma per se stessa.


… la conclusione seguirà a breve

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