Per i gradini sbeccati di una chiesa

i viali fatti d’alberi e ombra, e gli orifizi

celati nei portoni di cento e più palazzi.

Fu lì che conoscemmo le rose nei capelli

i nomi dati in guerra alle madri ancora vive.

Fu lì che ci sposammo e crescemmo figli

e cuore, tenendo tra le mani le spume della sera

quell’umido d’autunno che avremmo poi pagato.

Ed eravamo libri da scrivere, innocenti

parole che vedevano lungo: torri e mare

noi abituati al sonno dei treni sui binari.

Adesso, quando tira del vento, risuoniamo.

Svuotati un po’ dell’acqua d’un tempo

ci aggrappiamo, al nudo d’un cancello

all’arbusto di una siepe; più bianchi della neve

che mangiavamo, ingenui, credendola

farina per poveri dal cielo.

Una risposta a “Piccolo mondo- Massimo Botturi by Eletta Senso”

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