Valeria Luiselli è una scrittrice messicana di origini italiane, autrice di successo: tra le sue opere precedenti ho apprezzato in modo particolare Archivio dei bambini perduti, cui Principio metà fine in qualche modo si collega. C’era infatti, nell’Archivio, una coppia in viaggio con i due figli: il maschio, figlio di lui, e la femmina, figlia di lei. Protagoniste di Principio metà fine sono una madre e una figlia dodicenne, reduci da un brutto divorzio, e tutto fa pensare che si tratti della componente femminile della famiglia rappresentata nell’opera precedente. Nel desiderio di ricostruire la propria vita e il proprio rapporto, le due viaggiano a lungo per l’Europa, infine decidono di fermarsi a Catania, nella casa momentaneamente vuota di un amico. La donna vuole scrivere un romanzo, un libro che abbia, come recita il titolo, un principio, una metà, una fine, ma riesce solo a buttar giù appunti sparsi in forma diaristica. Vuole scrivere di una madre e di una figlia: lei e la sua bambina, o lei e sua madre? C’è una sorta di genealogia tutta femminile: la nonna, la madre, la figlia, la nipote. La nonna, le cui vicende risalgono ai primi anni del Novecento, ha sofferto di una grave forma di demenza; sua figlia, madre della scrittrice, inizia a dare i primi segni di perdita della memoria: madre e figlia si scambiano quotidianamente messaggi WhatsApp, in cui certe affermazioni della più anziana sembrano caotiche e a volte deliranti. La scrittrice e sua figlia intanto girano per Catania, assistono sgomente all’attività vulcanica dell’Etna, inizialmente sotto forma di grandi nuvole di fumo, poi di vere e proprie eruzioni. Leggono i classici, di cui trovano una collezione nella casa dell’amico: Le Troiane di Euripide, la Storia Naturale di Plinio il Vecchio, l’Eneide. Sono in possesso di un frammento di mosaico, dissotterrato da Nanna, la bisnonna, ai tempi in cui lavorava agli scavi archeologici della Villa del Casale, a Piazza Armerina, e decidono di recarsi sul posto per restituire il pezzo, in un avventuroso viaggio per vie secondarie con un’auto presa a noleggio.
Da questa narrazione frammentaria, diaristica, emergono questioni fondamentali, sui legami familiari, sul rapporto madre-figlia, sulla cultura classica, sulla memoria, sul nostro rapporto con l’ambiente naturale, simboleggiato dalle eruzioni dell’Etna e dai grandi incendi che devastano l’interno della Sicilia. Un testo affascinante, stratificato, che alterna piccoli episodi di vita quotidiana, aneddoti e ricordi, dialoghi, domande esistenziali.





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