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Dopo aver raccontato la sua “Guerra dei Maccheroni” con Rossini, vale la pena fare un altro piccolo viaggio nella vita straordinaria di Alexandre Dumas padre, il grande autore di tanti romanzi, tra cui basti citare I Tre Moschettieri o Il Conte di Montecristo, Non è da confondere con il figlio che portava lo stesso nome, anch’egli celebre scrittore e drammaturgo, ma con uno stile decisamente più austero e drammatico, autore del famosissimo romanzo La signora delle camelie (da cui Verdi trasse La Traviata), che non aveva ereditato la passione per i banchetti del genitore!
Alexandre Dumas padre, oltre a nutrire il mondo con le sue storie, passò altrettanto tempo a nutrire se stesso e i suoi amici.
Ecco alcune curiosità che si nascondevano dietro il grembiule del cuoco più famoso della letteratura.
• Forse non tutti sanno che Dumas era un uomo di colore (all’epoca definito mulatto). Suo padre, il leggendario generale Thomas-Alexandre, era infatti figlio di un nobile francese e di una schiava afro-caraibica di Haiti. Dumas fu spesso vittima di attacchi razzisti nei salotti parigini, ai quali rispondeva sempre con un’ironia tagliente e una classe superiore.
• Il il leggendario e smisurato appetito del moschettiere Porthos era un riflesso identico di quello del suo autore! Dumas amava le porzioni titaniche. Nei suoi romanzi, il cibo non è mai un semplice contorno, ma un elemento vivo. Celebre è la scena in cui Porthos sfida a duello… un intero montone arrosto!
• Era un estimatore viscerale della senape. Nel 1860 scrisse addirittura un saggio storico-gastronomico intitolato Dichiarazione d’amore alla senape, aiutando a decretare il successo della celebre senape Bornibus di Parigi, di cui era un consumatore seriale
• Dumas era così fiero delle sue doti culinarie da dichiarare spesso nei salotti parigini: “Un giorno sarò ricordato più per le mie ricette che per i miei romanzi”. La storia gli ha dato torto sui libri, ma la sua passione era indubbiamente autentica.
• Nel suo sfarzoso e bizzarro Château de Monte-Cristo, Dumas offriva banchetti ospitando decine di amici (e scrocconi) ogni giorno. Spesso si legava il grembiule, spariva in cucina e preparava personalmente immense cene a base di cacciagione e salse elaborate, finendo per spendere patrimoni folli pur di vedere i suoi ospiti felici.
Tutta questa sapienza confluì poi, negli ultimi mesi della sua vita, nel monumentale Grande dizionario di cucina, pubblicato postumo, di cui parleremo la settimana prossima
Insomma, se i suoi moschettieri combattevano con la spada, Dumas preferiva di gran lunga conquistare il mondo con il mestolo.
continua





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