Di Marisa Salabelle

Donbass, la guerra fantasma, di Sara Reginella (έxorma, 2021) l’avevo già letto l’anno scorso, ma in questi giorni confusi e drammatici ho sentito il bisogno di riprenderlo in mano. Reginella è una giovane donna molto versatile: psicologa, documentarista, reporter di guerra. Segue le vicende ucraine fin dal 2014 e non nasconde la sua simpatia per il mondo russo: non per Putin e il suo governo, ma per la lingua, la cultura e quel che resta degli ideali socialisti di un tempo. Nel corso dei suoi numerosi viaggi nelle terre martoriate del Donbass ha incontrato persone, ha ascoltato storie, ha toccato con mano la guerra, la distruzione, la povertà che preesistono di molti anni agli eventi delle ultime settimane ed è di questo che parla il suo libro.

Dal 2014  una guerra civile si svolge nelle regioni di Lukansk e Donetsk, da otto anni l’esercito ucraino bombarda le città del Donbass, la lingua russa è stata proibita e le formazioni neonaziste imperversano. L’invasione da parte della Russia non è certo giustificata né accettabile, ma non è affatto “inattesa” o “immotivata” come certuni vogliono far credere. La verità è che in Ucraina si combatte da otto anni, e da otto anni ci sono palazzi sventrati, persone rifugiate nelle cantine, morte, fame e miseria.

Sara Reginella racconta principalmente i suoi incontri in quelle regioni devastate: una stilista che continua a coltivare il culto della bellezza e dell’eleganza, i veterani della Seconda guerra mondiale che il 9 maggio, giorno che celebra la fine della Seconda guerra mondiale, indossano con orgoglio la vecchia divisa, le ragazze che portano mazzi di garofani e provviste alimentari agli anziani, le babuske avvolte nei loro scialli fiorati, i giovani guerriglieri, i bambini, le madri. Le interessano le persone, parla con loro, le fotografa o le filma. Il libro è arricchito da immagini in bianco e nero che testimoniano quanto è accaduto, per anni, in quelle terre per noi periferiche: la “guerra fantasma” che a un certo momento ai nostri occhi è diventata una guerra vera, ma che lo era già da molto tempo.

6 risposte a “La guerra fantasma

  1. Sì, Marisa, tutto è cominciato qui, e noi europei (e il governo Merkel) non siamo riusciti a vedere che questo potere mafioso si sarebbe insediato in Russia, portando sofferenza all’Ucraina e ai suoi cittadini, ma grande disordine economico. Saluti ho messo il commento in MasticadoresItalia

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  2. Non abbiamo saputo tutelare la pace e adesso siamo qui che giochiamo con la guerra…

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  3. Alla guerra nel Donbas, aggiungerei il fiume di armi e dollari che hanno cominciato a fluire in Ucraina ancor prima della rivoluzione di piazza Maidan, addirittura dai tempi della rivoluzione Arancione. E, in ultimo, le diverse esercitazioni NATO in Ucraina e i numerosissimi addestratori sempre NATO che hanno lavorato all’integrazione dell’esercito ucraino.
    Alla luce di tutto ciò, solo un cieco o un imbecille, poteva non comprendere cosa stava accadendo. Putin l’ha capito perché non è cieco e nemmeno imbecille. Ma soffre della stessa sindrome paranoica che ha fatto cadere già i sovietici nella trappola afghana a suo tempo, nel 1979.

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  4. […] Sempre su Masticadores è possibile leggere un’intervista all’autrice da parte di Angelo Caputo e una mia recensione al precedente libro Donbass la guerra fantasma […]

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  5. […] undici anni, quattro volte in Donbass. Ne sono venuti fuori alcuni documentari e i due libri, Donbass la guerra fantasma e Il fronte degli […]

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