Innalzato al cielo come un Dio.
Sbattuto sull’asfalto come l’ultimo degli uomini.
Questo faceva di me, decine e decine di volte all’ora, ad ogni battito di ciglia di quegli occhi pazzi e irresistibili.
La media statistica mi posizionava a mezz’aria, ad un piede da terra, come molti altri uomini di comune senso e saggezza, ma io ero stupido, sprofondai vivo all’inferno con lei senza la benché minima incertezza.
Ero sicuro che non fosse di queste parti, alle volte mi chiedo se lei lo sappia, mentre provo a curarmi le ustioni al buio di una stanza umida e lei come vestita d’oro s’abbronza.
Nel nome del padre: innalzato al cielo come un Dio.
E del figlio: sbattuto sull’asfalto come l’ultimo degli uomini.

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