Intrigante già dal titolo, Tecniche miste di trasformazione, questo romanzo è ambientato nel 1978, in un’Italia turbata dalla morte di Aldo Moro, un evento che ha scosso il nostro Paese e ha impresso la sua impronta sugli anni a venire. In quel periodo assemblee e occupazioni nelle università, lotta armata e sogni rivoluzionari erano all’ordine del giorno, in Italia: Auciello ha ricostruito il clima di quegli anni e ha creato una storia che vede come protagonisti alcuni giovani e una curiosa coppia di età più matura.
Il primo personaggio a entrare in scena è Nicola Severino, psicanalista, un uomo che si aggira per le vie di una città della quale non ci viene detto il nome: è un uomo un po’ trasognato, un po’ incerto, incline a rimuginare tra sé, e ha una predilezione, forse una cotta, per una sua giovane paziente, Enrica Benedetti. Studentessa di buona famiglia, incensurata, Enrica da un po’ di tempo trascura gli studi, sembra depressa, quasi assente, durante le sedute. Frequenta ambienti universitari di estrema sinistra, frequenta un giovane del quale non sa se è innamorata: teorizza il rifiuto dei concetti borghesi di amore, coppia, famiglia, e tuttavia segue Michele in incerte spedizioni in montagna, dove in una casa isolata si riunisce il nucleo dei PAR, Proletari Armati per la Rivoluzione. Succede poi che Michele rimane ferito nel corso di una rapina, o meglio, di un esproprio proletario in gioielleria, seguono avventure incalzanti che non voglio svelare.
Molte cose sono interessanti, in questo romanzo. La conoscenza che l’autore dimostra di avere del clima di quegli anni, di un certo tipo di linguaggio, di certe parole d’ordine, di un modo di pensare; di un modo di agire, comunicare, nascondersi che è stato il nostro fino a poche decine di anni fa ma che oggi appare preistorico: cabine telefoniche, niente cellulare, auto senza navigatore, ricerche condotte con i metodi più tradizionali. La sua capacità introspettiva, grazie alla quale riesce a dar voce a ciascuno dei personaggi in modo convincente. L’attenzione che dedica al corpo, alle caratteristiche fisiche di ognuno, all’abbigliamento, agli odori, al respiro, al battito cardiaco. Il ritmo, serrato ma non precipitoso, che dà spazio sia all’azione che ai momenti introspettivi. Infine uno stile davvero di ottimo livello.




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