Ieri si è celebrato il compleanno di Bill Watterson, nato il 5 luglio 1958 a Washington. Il fumettista statunitense, autore di Calvin & Hobbes, ha compiuto qualcosa di raro: ha difeso la propria opera dall’industria che voleva trasformarla in un marchio.

In un’epoca in cui ogni successo genera sequel, spin-off e universi condivisi, Calvin & Hobbes continua a brillare come un esempio di resistenza artistica.

Watterson rifiutò il merchandising. Niente tazze, magliette, pupazzi o cartoni animati. Perfino le proposte di adattamento provenienti da Hollywood ricevettero un cortese ma fermo rifiuto. Non per snobismo, ma per una convinzione profonda: Calvin e Hobbes esistono pienamente soltanto sulla carta e nell’immaginazione del lettore.

Trasformarli in oggetti di consumo avrebbe significato impoverirne il mistero e la complessità. Del resto, le sue strisce hanno sempre contenuto una sottile ma feroce critica al consumismo e alla commercializzazione dell’arte. Vendere gadget ufficiali sarebbe stata una clamorosa contraddizione.

Per questo motivo, gli unici prodotti autorizzati da Watterson sono le raccolte a fumetti. Tutto il resto, compresi i celebri adesivi di Calvin che urina sui loghi automobilistici, non ha mai ricevuto la sua approvazione.

Ma la grandezza di Watterson non risiede soltanto nelle sue scelte etiche. Attraverso le avventure di un bambino di sei anni e della sua tigre immaginaria, ha nascosto riflessioni di straordinaria profondità sulla società e sulla natura umana.

❇️In una striscia, il padre di Calvin osserva:

Sostituite “TV” con “social network” o “smartphone” e la frase sembra scritta ieri.

❇️ Ancora più celebre è l’ironica riflessione di Calvin:

Una battuta fulminante che usa gli alieni per parlare, in realtà, di noi stessi.

❇️ E poi c’è questa amara osservazione sulla giustizia:

Dietro l’umorismo si nasconde un sentimento universale: la frustrazione di vedere l’ingiustizia sopravvivere indisturbata.

Nel 1995, a soli trentasette anni e nel pieno del successo, Bill Watterson pubblicò l’ultima striscia e si ritirò dalla vita pubblica. Scelse di non inflazionare la sua creatura, lasciandoci un’opera compiuta, integra, non consumata dal mercato.

Forse è proprio questa la sua lezione più attuale: non tutto ciò che ha valore deve necessariamente diventare una merce.

Immagine: This cartoon illustration has been created by Greg Williams in cooperation with the Wikimedia Foundation. It has been uploaded as part of the WikiWorld WikiProject./ Questa illustrazione a fumetti è stata creata da Greg Williams in collaborazione con la Wikimedia Foundation. È stata caricata come parte del WikiProgetto WikiWorld.

Ecco la traduzione del testo:

Giovanni Calvino (1509-1564)fu un teologo francese durante la Riforma protestante e uno dei principali sviluppatori del Calvinismo, un approccio alla vita cristiana che sottolinea la sovranità di Dio in ogni cosa. Questo sistema è forse noto soprattutto per le sue dottrine della predestinazione e della depravazione totale, ovvero lo stato di caduta dell’uomo come risultato della condizione generale di peccaminosità in cui gli esseri umani nascono.

Thomas Hobbes (1588-1679) fu un filosofo inglese, oggi ricordato soprattutto per la sua opera di filosofia politica. La descrizione di Hobbes della natura umana come cooperazione basata sull’interesse personale si è dimostrata una teoria duratura nel campo dell’antropologia filosofica.

Calvin e Hobbes è una striscia a fumetti scritta e illustrata da Bill Watterson, che segue le bizzarrie di un fantasioso bambino di sei anni e della sua tigre sardonica , sebbene di peluche. La coppia prende il nome da Giovanni Calvino e Thomas Hobbes.

3 risposte a “Bill Watterson, l’uomo che disse di no al mercato”

  1. Thank you, dear Luisa, for the reflections on Calvinism and its influence on the religious world.

    Joanna

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    1. I’m glad you appreciated it, dear Joanna! Thank you so much

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      1. You are more than welcome, dear Luisa!

        Joanna

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