
🎶«Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà, luglio m’ha fatto una promessa, l’amore porterà…»🎶
Così cantava, nel 1968, Riccardo Del Turco.
Io ero giovanissima e innamorata. Quella canzone accompagnava un amore nato proprio in quei giorni e mi sembrava che parlasse di noi, della nostra promessa di felicità.
Anni dopo l’ho sposato. E, come tante ragazze della mia generazione, ho creduto davvero al “per sempre”. Pensavo che avremmo camminato insieme per tutta la vita, attraversando le stagioni senza mai perderci.
Per qualche anno è stato così. O almeno così mi è sembrato allora.
Poi, quasi senza accorgercene, l’amore ha iniziato a scolorire. Non c’è stato un momento preciso, un grande strappo. È successo lentamente, luglio dopo luglio, fino a spegnersi.
A volte mi domando se quella nostra età dell’oro sia esistita davvero o se la memoria, col passare del tempo, l’abbia resa più luminosa di quanto fosse in realtà.
Eppure, ogni volta che arriva luglio, la nostalgia torna puntuale.
Mi sorprendo a rimpiangere quell’uomo che non è più mio. Ma forse rimpiango soprattutto l’uomo che continuo a vedere attraverso il cannocchiale rovesciato del tempo, che allontana i difetti e avvolge tutto in una luce più dolce, quasi fiabesca.
E allora mi chiedo: mi manca davvero lui?
Oppure mi manca la ragazza che ero, la pienezza del vivere, la fiducia nel domani, la certezza che il meglio dovesse ancora venire?
Forse ciò che cerco ogni luglio non è soltanto un amore perduto.
Forse è quella parte di me che credeva che una canzone potesse mantenere le sue promesse e che l’amore, una volta arrivato, non avrebbe conosciuto la parola fine.
Non ho ancora trovato una risposta.
So soltanto che, ancora oggi, ogni luglio porta con sé una dolce e ostinata nostalgia. E che, in fondo, provo gratitudine per aver vissuto un tempo in cui ho creduto con tutta me stessa alla felicità e all’eternità.





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