Dagli imperatori al silenzio del bosco by Elisabetta Rosetti
I Bagni di San Candido: Il fascino perduto della “Belle Époque” nel cuore delle Dolomiti C’è un luogo, a pochi passi dal centro della vivace San Candido, dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra il fruscio degli abeti e il sussurro di antiche sorgenti. Sono i Bagni di San Candido (Wildbad Innichen), un affascinante…
I Bagni di San Candido: Il fascino perduto della “Belle Époque” nel cuore delle Dolomiti
C’è un luogo, a pochi passi dal centro della vivace San Candido, dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra il fruscio degli abeti e il sussurro di antiche sorgenti. Sono i Bagni di San Candido (Wildbad Innichen), un affascinante sito di archeologia termale nascosto nei boschi ai piedi della Rocca dei Baranci. Oggi, le rovine del maestoso complesso ottocentesco regalano un’atmosfera fiabesca e un pizzico misteriosa, evocando i fasti di un’epoca in cui l’aristocrazia mitteleuropea si dava appuntamento qui per rigenerare corpo e spirito.
Dagli imperatori al silenzio del bosco
Le proprietà curative delle acque di San Candido erano note fin dai tempi dei Romani e dei Celti, ma fu nella seconda metà dell’Ottocento che il medico ungherese Johann Scheiber intuì il potenziale terapeutico e turistico del luogo. Nacque così il Grand Hotel Wildbad, una struttura monumentale dotata di ogni comfort per l’epoca, che divenne rapidamente la meta prediletta della nobiltà viennese. Tra gli ospiti più illustri si ricordano l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria e l’imperatore tedesco Federico III. Il declino arrivò con la Prima Guerra Mondiale: la vicinanza al fronte e i successivi passaggi di proprietà segnarono la fine delle stagioni mondane. Il complesso venne progressivamente abbandonato, lasciando che la natura si riappropriasse dei suoi spazi e avvolgesse l’architettura in un abbraccio suggestivo.
Le cinque sorgenti della salute
Il vero tesoro dei Bagni di San Candido è custodito nel sottosuolo. L’area conta ben cinque sorgenti d’acqua minerale diverse, ognuna con una composizione chimica e proprietà terapeutiche uniche, storicamente utilizzate per i bagni o come cure idropiniche:
Lavaredo e Kaiserwasser: storicamente apprezzate come ottime acque da tavola e leggermente mineralizzate.
Sorgente Zolfina: ricca di zolfo e minerali, un tempo fulcro delle cure termali.
Sorgente del Ferro: riconoscibile per le sfumature ruggine del terreno circostante.
Candida: un’acqua purissima e leggera.
Una passeggiata per tutta la famiglia
Raggiungere i Bagni di San Candido è un’esperienza rigenerante e alla portata di tutti. Dal paese, basta seguire il “Sentiero dei Bagni” (n. 7), una camminata pianeggiante, ampia e ben segnalata che si addentra nel bosco. In meno di un’ora di cammino tra alberi secolari e il profumo di resina, ci si ritrova al cospetto delle suggestive rovine. Poco distante dai resti dell’hotel, non perdete una visita alla Cappella di San Salvatore: una minuscola e incantevole chiesetta nel bosco consacrata alla fine del Cinquecento, che aggiunge un tocco di spiritualità e silenzio a questo angolo di Alto Adige.
Il consiglio in più: Portate con voi una tazza o una borraccia. Lungo il percorso è possibile assaggiare l’acqua che sgorga direttamente dalle storiche fonti alpine, per un vero e proprio brindisi con la storia.
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