Le vedi le anime fuggiasche
camminano come me per le vie antiche
guardando le vetrine
e si guardano nelle vetrine
ma quel che vedono non è quel che guardano.
Li ritrovi poi a passeggiare sulle rive
guardando verso le nuvole giù in fondo
e non le vedono
cercando sempre chissà cosa d’altro dietro.
Sembrano fiumi
partiti dalle loro stanze lontane trascinando detriti
che non arrivano mai alla foce
se ci arrivassero sognerebbero di altre stanze lontane
e un po’ di silenzio.
Le vedi bene
è come se non fossero di questo mondo
e questo mondo non le vede.


[ BlogLink : Non Di Questo Mondo ]

Una risposta a “Franco Bonvini – Erranti”

  1. Strada Nuova, anni ’80. Una fiumana di studenti mescolata alla gente scende verso il fiume nella nebbia filacciosa di un’estate di S. Martino. Una fotografia mentale della scena, questo sembrano ‘le anime fuggiasche’, ‘le vie antiche’, il rispecchiamento degli individui e dei gruppi nelle vetrine. Giunti al fiume cercano oltre l’orizzonte, come nelle vetrine, una dimensione oltre l’apparenza – ma in questo moltiplicano solo le sfaccettature e seguono in fondo solo (uno spunto commerciale?). Sembrano fiumi, le cui fonti sono lontane ed alle quali torneranno, avendo in comune solo di essere qui hic et nunc.

    Probabilmente non è questo il senso della poesia, né l’intenzione è quella di ritrarre Pavia o le città studentesche dell’epoca. Ogni parola, però, rispondeva ad un’immagine semisepolta, nebbiosa e strana, e il senso documentario della presenza poetica che attesta la coscienza emergeva in pieno. Silvia Goi

    Chissà cos’altro…….’di chissà chi altro…’ (Rimmel)

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