L’aveva sognato,
l’aveva immaginato crescere nel ventre
fino a sentirlo davvero
avrebbe avuto due occhi neri e vispi
lo vedeva già
tra i giochi di bimbi
correre al prato, nel sole
o lanciare frecce di legno, al bosco.

Si sarebbe fatto grande
poi l’avrebbe accompagnato a scuola
si sarebbe sbucciato i ginocchi prima
e il cuore poi.
L’avrebbe lasciato andare
al momento giusto,
e già il futuro era dolore.

Ma sapeva che non sarebbe mai successo,
lui si toccava il corpo
e sapeva che non sarebbe mai successo.

Resta però un sogno,
e un’ anima senza corpo,
che vaga ovunque,
nei prati, nel sole
o tra gli alberi al bosco
con le ginocchia sbucciate e l’archetto di legno,
e gioca
e vive per sempre.
Lui la vede, in un punto imprecisato tra gli alberi.


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