Sembrano così lontani i giorni
dove albergava il ghiaccio e
le tenebre erano porto
agli occhi.

Va il ventilatore e frulla
tutti i minuscoli pezzetti
delle scritte e annotazioni:
cibo e fame, fame e cibo.

Non so scolpire

il tuo nuovo vestito


perché lo indossi e
quale vento ti leva
cosí alto il cuore.

Volava l’aquilone dopo i massi cupi.
Io ri-imparavo a ridere con te accanto.
Passavano al galoppo
bianchi cavalli nella polvere
della sera.

Non so ri-abituarmi al freddo…
dopo tanta cenere spenta.


Orrido – Immagine fotografica di Eletta Senso

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Una risposta a “Eletta Senso – Così lontani i giorni”

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