Nella solitudine del proscenio gli occhi si chiudevano come un sipario sulla luce abbagliante dei suoi sogni e delle sue visioni, riusciva a focalizzare solo i pensieri più estremi in quel buio, la platea era un animale che brontolava acquattato in attesa di qualche cosa, un unico indistinto essere dotato di centinaia di teste che faceva l’agguato ad ogni sua mossa o fremito. E lui rimase immobile a lungo, in silenzio, per un istante che durò un’eternità, per misurare quell’attesa a occhi chiusi, non sapendo più se sarebbe stato in grado di risvegliarsi o se avrebbe dormito per sempre, se si fosse all’inizio o alla fine del dramma. E pensò: “Questo è il punto di vista più alto, quello a cui tendiamo durante l’intera recita della vita!”.


Daniele Baron – Proscenio, Tecnica mista su masonite, 30 x 40 cm

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2 risposte a “Daniele Baron – Proscenio”

  1. Grazie mille. È un piacere e un onore trovare ospitalità qui.

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    1. Ciao Daniele, è un piacere ed un onore dare spazio ed ospitalità a te e ai tuoi lavori sempre carichi di riflessioni ed intensità.

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