Lorenzo Guadagnucci è un giornalista piuttosto noto, lavora per QN e ha una rubrica fissa su Altreconomia, ha scritto diversi libri, alcuni dei quali sul G8 di Genova 2001, al quale partecipò come giornalista, fu picchiato e arrestato durante l’irruzione alla Scuola Diaz e ricoverato all’ospedale di Genova. Altri libri ha scritto sulla Resistenza e su altri argomenti. Questo suo ultimo volume riprende, a venticinque anni di distanza, il tema del G8, non tanto e non solo per parlare delle aggressioni da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti, in quella che Amnesty International definì “la più grave violazione dei diritti umani in un paese occidentale dopo la fine della Seconda guerra mondiale”.
Ma recupera anche qualcosa che, a causa di quello che avvenne con le cariche, le aggressioni, le botte, un uomo ridotto in sedia a rotelle, un ragazzo ammazzato, è diventato secondario nella narrazione di quell’evento: le ragioni della contestazione, le tematiche affrontate dal Genoa social forum e dai precedenti forum di Porto Alegre e di Seattle, che videro coinvolte moltissime associazioni di tutto il mondo, all’insegna del motto “Un altro mondo è possibile”. Si contestava il capitalismo pervasivo che schiacciava i lavoratori specialmente dei paesi più poveri, si contestava il debito che questi dovevano restituire ai paesi ricchi, si contestava il cosiddetto pensiero unico, la globalizzazione che faceva cirdolare liberamente le merci ma già iniziava a frenare lo spostamento delle persone, la devastazione del pianeta e la già prevedibile catastrofe climatica, il mito della crescita senza limiti. Tutte sciocchezze imbastite da ragazzi idealisti e ignoranti o da pericolosi sovversivi, talmente pericolosi per lo status quo da scatenare una feroce repressione e così azzeccate da essere riscontrate a distanza di un quarto di secolo.
È ancora possibile un altro mondo? O siamo ormai troppo avanti? Guadagnucci è severo nel giudizio ma non vuole negare all’umanità un filo di speranza: un altro mondo è ancora possibile, ma bisogna battersi per realizzarlo, bisogna cambiare mentalità, cambiare testa, e bisogna farlo alla svelta, perché il tempo che ci è rimasto è poco.





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