Certi filtri della fotocamera del telefono sono ridicoli.

Il ritratto, per esempio, è controverso. Sì, è carino perché lo sfondo, paradossalmente, riesce a mettere in risalto il soggetto in primo piano. Però dalla foto devo dedurre che è un effetto calibrato su chi ha capelli regolari, lisci. I miei sembrano usciti da un fotomontaggio. Conferiscono alla foto un retrogusto funebre – d’accordo, è il secondo post in poco tempo che fa riferimento a quello, ma sono pensieri, che ci posso fare?
Come quei pessimi ritagli della sola sagoma del defunto, presa il più delle volte dalla foto di partecipazione a una cerimonia, che poi si appiccica su sfondo neutro per le figurine del trigesimo o, peggio ancora, per la foto della lapide.

Per inciso, non vi permettete di usare questa foto in mia memoria, che ho le labbra pallide stile febbrone e i capelli legati “per casa”.

Comunque, tornando alla foto, in fondo mi piace. È come se ci fosse una luce particolare sul mio volto – prove tecniche per la mia figurina a parte. Sarà quel vecchio maglione blu che indosso.

È che quando vado a casa di mamma ho sempre freddo. In questi periodi, poi, ancor di più, visto che, non ho mai capito il perché, quando sei fuori accumuli calore che si disperde appena rientri in casa. In pratica, fa più freddo dentro che fuori.

Quel maglione mette a tacere i miei brividi. Mi avvolge, mi scalda, mi rilassa, mi fa sentire a casa, protetta, spensierata per un istante.

Quel bel maglione di mio padre.

Una risposta a “Filtri by Enza Graziano”

  1. Anch’io amavo mettere i grandi caldi maglioni di mio padre

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