La mano
Il piede
La bocca
Gli occhi
L’orecchio
Il cuore
Te li lascio. Appesi al chiodo sopra la porta
Le carezze
I balli improvvisi per casa
I baci in ascensore
Gli sguardi che si cercano tra la folla.
Te li lascio. Accanto alle chiavi di casa
La pelle
Il polmone
Lo stomaco
Il fegato
Il colon
La vagina
Te li lascio. Accanto al termosifone rotto
I brividi quando i miei polpastrelli danno materia al tuo odore
I respiri ansimanti quando entri in me
Dicono sia farfalle, adesso bruchi, larve, vermi…
La bile del potrei, dovrei… dove sei?
Il parto non voluto, non potuto.
Te li lascio in un corpo vuoto che è assenza del noi
Ti partorisco in ogni ovulo che sanguina dal mio corpo e ti butto via
Come una vita che non poteva essere scelta
Come un amore che non poteva essere nutrito perché mai nato
Abortite. Partite. Mai esistite.
Non come (ti) avrei voluta.
Addio mio tesoro. Dormi bene.
[ BlogLink : Isola delle Correnti ]





Scrivi una risposta a Telleena Sbacchi Cancella risposta