Questa serie fonde narrativa e saggio, in cui ritorno al 1925, l’anno in cui i miei nonni lasciarono l’Italia — J. Ré

Quella sera, andai al bar dove di solito prendevo da bere. Con mia sorpresa, Dio era lì. Stava bevendo un bicchiere di rum delle Antille. Un denso fumo si sprigionava dal bicchiere e ogni volta che lo portava alle labbra, lo scacciava con la mano. Con un gesto, mi offrì la stessa bevanda. E disse, quasi senza lasciarmi parlare. Sapeva sempre cosa stavamo pensando.

“Le tue nonne piemontesi, vero? Sono passate di qui qualche anno fa. Domenica aveva dei poteri. Vuoi vederle?” mi chiese. Tutto il mio corpo sprofondò. Non avevo mai collegato prima i due momenti: quello della finzione, quello del Cielo e quello della memoria. Sì, so che gli umani hanno paura della morte. «Lo si vede nei tuoi occhi e negli occhi delle migliaia di persone che passano di qui», aggiunse Dio.

«Domenica era l’incarnazione della tenerezza», iniziai, ricordando ad alta voce. «Riesco ancora a vedere i suoi occhi grigi, la sua risata calorosa e quella gentilezza premurosa e speciale»

«È inspiegabile persino per me», aggiunse. «Laggiù, ci sono persone che si connettono con altri reami e evitano Dio».

Questa confessione era forse frutto del drink che stavamo condividendo? La verità è che mi ricordai la definizione di Domenica e la recitai a memoria:

«Da bambini, si osserva ciò che fa la nonna, pensando che faccia parte della routine quotidiana. Ma non si va in giro a raccontare agli amici che la nonna legge sui piatti. E ancor meno che guarisce le persone. A volte mi chiedo come fosse possibile per lei continuare a vivere tra le Alpi italiane e allo stesso tempo nella pianura, che tutti chiamavano Pampa».

Dio mi guardò; sembrava più piccolo, come se fosse una creazione umana e non vivesse nell’Aldilà. Sorrise, caloroso, sensibile, empatico, come diremmo oggi.

«La sorpresa vive dentro di noi», disse e se ne andò. «In Paradiso, i bar sono gratis», pensai, per consolarmi.

Una risposta a “1925 (1) di J. Ré Crivello”

  1. La sorpresa vive dentro di noi: frase bellissima e grande verità 😍

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