Bro, è la parola del momento. Generazione Z e Generazione Alpha: è soprattutto in questi ambiti che viene usata con naturalezza come forma di saluto quotidiana in Spagna  (equivalente al classico *colega* in Spagna o *fra* in Italia) —J. Ré

«La noia scettica è l’atteggiamento fondamentale di molti giovani. Come ha scritto l’esperto tedesco Anselm Grün, “sono incapaci di abbandonarsi a qualcosa, di entusiasmarsi per qualcosa”: non sanno vivere il momento. Per sentirsi vivi, devono sperimentare continuamente qualcosa di nuovo» (p. 115, *Pensar en libertad* di Jaime Nubiola)

—Bro… sei emotivamente legato al tuo cane. Ti vedo seduto al bar con lui in braccio, mentre bevi il caffè e fumi.

Vedo migliaia di esseri umani ogni giorno: camminano, chiacchierano, portano i cani in braccio. Sembra che il mondo non si possa più comprendere senza quel legame con il proprio alter ego animale. E che loro soltanto siano i compagni fedeli della nostra solitudine.

La solitudine ci fa davvero così paura?

È una danza che molti esseri umani evitano; i loro compagni appaiono come gli unici disposti ad ascoltare i nostri monologhi. Perché a volte parliamo con noi stessi, e non è la stessa cosa che avere qualcuno che ti guarda, emette piccoli versi e ti salta addosso come se tu fossi l’unica persona della galassia a contare per lui.

Questo fine settimana ho partecipato a diversi incontri familiari. Ognuno aveva una sua struttura, delle regole e — scaturiti dal dialogo — certi patti. Quando sei legato a loro ma allo stesso tempo noti di essere distante, è allora che emergono queste impressioni personali: su come stanno, su cosa provano e sui loro accordi. In alcuni di questi gruppi familiari il legame è più intimo; e anche se vieni accolto con gioia, ti accorgi di essere fuori da una cerchia che loro hanno stabilito.

—Bro, sei sulla strada giusta per stabilire dei patti?

—Sì.

—Cosa ti aspetti, bro, dai tuoi sogni… mi capisci, bro?

—Di non essere legato a un animale, bro.

Note:

Nota dal cervello digitale di J. Ré Crivello (che è possibile interrogare qui utilizzando frasi o domande)

Le alleanze familiari sono un tema ricorrente nell’opera di Juan Ré Crivello, che si manifesta attraverso almeno due registri molto diversi.

In *Letters to Life* (2026), l’autore riesamina esplicitamente la questione “Come si stringono le alleanze familiari?” e ammette di averne sperimentato ogni variante: “quelle che svaniscono, quelle che si rafforzano, quelle coltivate per essere efficaci, quelle nate dal silenzio e quelle nate dal terrore”. Vi è poi il registro saggistico e critico: in *La aldea

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